I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?

Ieri è arrivata la notizia che un uomo di nazionalità marocchina di 22 anni è stato arrestato a Gaggiano, nel milanese, perchè ritenuto, dalle autorità tunisine, tra i responsabili dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.
I giornali hanno titolato, quasi tutti, che è stato arrestato il “killer del Bardo” e simili. Se avevate seguito le notizie nei giorni dell’attacco del Bardo, un campanello di allarme sarebbe dovuto suonarvi: i due killer del Bardo erano stati uccisi dalla Polizia, e dalle informazioni che si avevano non ne risultavano altri. (Non si parla di pianificazione e organizzazione, ma materialmente di mettere in pratica la strage.)

Già ieri nel pomeriggio le notizie apparivano quantomeno discordanti. Alcuni giornali parlavano dell’arrestato come di un esecutore materiale della strage, altri parlavano di un suo coinvolgimento a livello organizzativo. Ad un certo punto del pomeriggio è venuto fuori che lui il sedici di marzo era a scuola di alfabetizzazione a Trezzano sul Naviglio. A meno di prendere aerei (cosa che non poteva fare, essendo irregolare), il 18 è altamente improbabile che lui fosse a Tunisi. Ma è tutto da chiarire.
I giornali cartacei di oggi sono stati chiusi abbondantemente dopo la circolazione di questa notizia. Eppure, se guardiamo i titoli delle prime pagine, abbiamo una percezione abbastanza diversa dalle notizie che invece abbiamo a disposizione (cioè che quasi sicuramente lui non è stato un esecutore diretto). 

La Stampa: “Strage di Tunisi, un arresto a Milano. Clandestino marocchino di 22 anni avrebbe partecipato all’attentato al Bardo”
Corriere: “Arrivò in Italia sul barcone. Fermato a Milano per la strage al Museo”
Repubblica: “Arrestato a Milano per la strage in Tunisia. “Arrivato su un barcone”
Il Giornale: “Centro accoglienza terroristi. Lo stragista di Tunisi arrestato a Milano. Grazie a Renzi e Alfano”
Libero: “Il terrorista catturato a 15 km da EXPO. Era arrivato da clandestino. Lasciato andare, era nel commando dell’attacco di Tunisi”.
Il mattino: “Il terrorista arrivato con i barconi”
Il Tempo: “L’Isis è pregata di presentarsi all’imbarco. Nonostante le inchieste de Il Tempo smentite dal Viminale ora è ufficiale: i terroristi arrivano via mare come il killer della strage di Tunisi preso a Milano”

Più dubitativi sono il Fatto Quotidiano, Messaggero, Manifesto, Avvenire, il Secolo XIX.

Il nodo cruciale è capire se i terroristi sono parte dei migranti che vengono soccorsi a largo delle coste libiche. Il dibattito va avanti da parecchio, la notizia è stata scritta ciclicamente, ma il Ministero dell’Interno l’ha sempre smentita. Oggi, tutti i giornali che l’avevano scritta, sono forti del fatto di avere questo esempio, tutt’altro che certo, però. Stamattina Alfano ha riferito alla Camera. Il Post scrive che “Alfano ha poi accennato alle cose ancora da accertare nella vicenda: i movimenti di Touil dopo il suo arrivo, quindi tra il 17 febbraio e il 19 maggio, e quale ruolo abbia avuto nell’attentato al Museo del Bardo.”

I terroristi arrivano via mare? Siamo in pericolo? Sono tra noi? Per quel che ne sappiamo no. Oggi su Repubblica Carlo Bonini ha smontato un po’ di voci, usando tanti dati e dichiarazioni ufficiali. In suo post Luca Sofri aveva messo in fila qualche ragione, giusto perchè è meglio non fidarsi troppo dei titolisti:

– Nessuna autorità libica ha elementi per sapere chi salga sui barconi diretti verso l’Italia.
– Non esiste la patente di “terrorista dell’ISIS”, né un documento in cui questo sia indicato come professione del titolare. Esistono islamisti più o meno fanatici, certi possono fare cose violente, la maggior parte non le faranno, e alcuni vivono anche in Italia.
– Per compiere un attentato terroristico in un paese europeo può bastare una persona.
– Tutti gli attentati nei paesi europei negli anni recenti sono stati condotti da persone che vi risiedevano stabilmente da tempo, quando non vi fossero persino nate.

Aggiornamento 13.24: SkyTg24 dice che la Procura di Milano ha accertato che l’uomo arrestato era in Italia nei giorni precedenti e successivi al 18 marzo, giorno dell’attentato a Tunisi. Non era quindi nel commando che ha eseguito la strage a livello materiale.

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