I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?

Ieri è arrivata la notizia che un uomo di nazionalità marocchina di 22 anni è stato arrestato a Gaggiano, nel milanese, perchè ritenuto, dalle autorità tunisine, tra i responsabili dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.
I giornali hanno titolato, quasi tutti, che è stato arrestato il “killer del Bardo” e simili. Se avevate seguito le notizie nei giorni dell’attacco del Bardo, un campanello di allarme sarebbe dovuto suonarvi: i due killer del Bardo erano stati uccisi dalla Polizia, e dalle informazioni che si avevano non ne risultavano altri. (Non si parla di pianificazione e organizzazione, ma materialmente di mettere in pratica la strage.) Continua a leggere “I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?”

OPINI-ON? OPINI-OFF: un triste bilancio per chi fa da bocca al mondo

Un duemilaquindici di appena dieci giorni. Eppure sono già dieci giorni di sangue e violenza. Protagonisti, tra gli altri, i giornalisti. Una tendenza che per questa categoria sembra fare del nuovo anno una tragica coda di quello appena passato se consideriamo il commento della francese RSF(Reporters Sans Frontièrs) in relazione ai dati raccolti nei report degli “Abuses against journalists” e del “Press Freedom Barometrer”, dati che sono la summa finale delle condizioni della libertà di stampa in tutto l’anno 2014, pubblicati nel dicembre scorso: “Di rado i giornalisti sono stati uccisi in nome di una propaganda così barbara”.
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Je suis Charlie: l’islam e la paura

Stamattina intorno alle 11.30 tre persone armate hanno raggiunto la sede parigina del giornale satirico francese Charlie Hebdo, simile per contenuti al nostro Vernacoliere (per intenderci). Due di queste sono salite in redazione, dove c’era una riunione programmata per le dieci, e armate di Kalashnikov hanno fatto fuoco uccidendo dodici persone e ferendone in modo grave altre cinque. È morto, tra queste, il direttore Stéphane Charbonnier, incluso da AlQaida in una lista di persone colpevoli di crimini contro l’islam poco più di un anno fa, e con lui importanti redattori e vignettisti del giornale.
Questo giornale è famoso per aver pubblicato a più riprese vignette satiriche contro Maometto. Continua a leggere “Je suis Charlie: l’islam e la paura”