I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?

Ieri è arrivata la notizia che un uomo di nazionalità marocchina di 22 anni è stato arrestato a Gaggiano, nel milanese, perchè ritenuto, dalle autorità tunisine, tra i responsabili dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.
I giornali hanno titolato, quasi tutti, che è stato arrestato il “killer del Bardo” e simili. Se avevate seguito le notizie nei giorni dell’attacco del Bardo, un campanello di allarme sarebbe dovuto suonarvi: i due killer del Bardo erano stati uccisi dalla Polizia, e dalle informazioni che si avevano non ne risultavano altri. (Non si parla di pianificazione e organizzazione, ma materialmente di mettere in pratica la strage.) Continua a leggere “I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?”

Vivere e morire nelle stragi ai tempi di Twitter

Vivere e morire nelle stragi ai tempi di Twitter. Già durante la strage di Charlie Hebdo a Parigi le agenzie davano costantemente degli aggiornamenti su Twitter, ma con fonti mai confermate, essendo però loro stessi delle fonti affidabili. Ovvero la storia funziona così: se un agenzia come AFP scrive qualcosa di non confermato, per il fatto che quella notizia (vera – falsa – presunta) sia scritta da AFP, essa diventa una notizia affidabile e altre agenzie/giornali/persone la riprendono convinti sia veritiera (non vera, ma poco ci manca).
Ne avevo scritto, e allora come oggi il nodo principale riguardava la cosa più importante: le persone, e ancor più grave il numero dei decessi. Continua a leggere “Vivere e morire nelle stragi ai tempi di Twitter”

L’ISIS a Mosul, l’iconoclastia come scusa coerente

Sangue e polvere, nulla più. Nient’altro rimane alle spalle dei miliziani dell’ISIS,o IS. Sono esigue, ma infinitamente orribili, le tracce lasciate lungo il cammino, che ad ogni passo insozza di spergiuri la terra da loro calpestata. Il sangue macchia di morte anche la divisa nera del boia anglofono, la polvere imbratta pure i vestiti comuni di chi distrugge la civiltà.

Continua a leggere “L’ISIS a Mosul, l’iconoclastia come scusa coerente”

OPINI-ON? OPINI-OFF: un triste bilancio per chi fa da bocca al mondo

Un duemilaquindici di appena dieci giorni. Eppure sono già dieci giorni di sangue e violenza. Protagonisti, tra gli altri, i giornalisti. Una tendenza che per questa categoria sembra fare del nuovo anno una tragica coda di quello appena passato se consideriamo il commento della francese RSF(Reporters Sans Frontièrs) in relazione ai dati raccolti nei report degli “Abuses against journalists” e del “Press Freedom Barometrer”, dati che sono la summa finale delle condizioni della libertà di stampa in tutto l’anno 2014, pubblicati nel dicembre scorso: “Di rado i giornalisti sono stati uccisi in nome di una propaganda così barbara”.
Continua a leggere “OPINI-ON? OPINI-OFF: un triste bilancio per chi fa da bocca al mondo”