Storiedaraccontare #1 – Una ragazza parte per la Cina

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Dio creò l’uomo perché gli piacciono le storie” da Le porte della foresta, Elie Wiesel

Comincia con questo articolo una nuova rubrica del nostro blog che raccoglie storie che devono essere raccontate. Vogliamo parlare di storie vere: vissute, ascoltate, lette o caduteci nelle mani all’improvviso. Vogliamo parlare di storie, piccole tendenzialmente, ma stra-ordinarie, che lasciano il segno. Vogliamo innanzitutto raccontarvele.

La prima. Una ragazza parte da sola per la Cina e ci resta per cinque anni, per lavoro. Poi torna in Italia e mette su famiglia. Fin qui niente di strano, se non fosse che stiamo parlando del 1890. Continua a leggere “Storiedaraccontare #1 – Una ragazza parte per la Cina”

Alla ricerca dell’inizio perfetto: ma a chi importa?

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La prima frase di un’opera letteraria si dice sia importante: è come una promessa, una stretta di mano, un abbraccio, una chiave. C’è chi ha scritto libri sui libri e poi chi ha scritto libri sulle prime frasi dei libri. Esistono corsi universitari, giochi da tavolo, basati sulle prime frasi dei libri, ma soprattutto esistono libri che parlano di regole per scrivere le prime frasi dei libri. La prima frase di un’opera letteraria si dice che è come un biglietto da visita, se va bene potrebbe andare bene anche tutto il resto, se va male va male tutto, per certo. E’ quella frase che non costa fatica, che arriva subito e che a volte si sfrutta per fingere di averla letta tutta quell’opera. E’ quella frase che si dimentica subito. E’ quella frase che gli editori analizzano per decidere se l’ultimo dei millemila mediocri autoruncoli esordienti possa vedersi spalancata la porta della pubblicazione oppure la cartella “cestinato”. Continua a leggere “Alla ricerca dell’inizio perfetto: ma a chi importa?”

“Se te ne vai, muori”. A Chernobyl si vive: lo dicono le donne che hanno scelto di restare

Il 26 aprile 1986 il reattore numero 4 dell’impianto nucleare di Chernobyl è saltato in aria nel corso di un test sulla capacità di raffreddamento. L’incendio nucleare durò una decina di giorni, vomitando radiazioni 400 volte tanto quelle della bomba sganciata su Hiroshima. Ad oggi si tratta del peggiore incidente nucleare al mondo. L’esplosione di Fukushima nel 2011 sta ancora trascinando i suoi effetti, ma senza dubbio quello di Chernobyl è il caso più grave. Continua a leggere ““Se te ne vai, muori”. A Chernobyl si vive: lo dicono le donne che hanno scelto di restare”