Onora il padre e la madre

A titolo personale: sino ad ora, a differenza degli altri autori di questo blog, non ho pensato opportuno scrivere alcunché riguardo all’attentato alla sede parigina di Charlie Hebdo. Ancora adesso non mi sento fare altro che condannare il gesto, tuttavia le parole del Papa in proposito hanno tirato fuori da sotto il tappeto, involontariamente secondo me, un problema che ultimamente mi è molto caro.
E vi prego, non fatemi spiegare nemmeno una volta che quando parlo di una cultura violenta non mi riferisco a quella musulmana, ma a quella di chi, in ogni parte del mondo, maschera i suoi atti crudeli con la maschera di un qualsiasi principio superiore.
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Je suis Charlie: l’islam e la paura

Stamattina intorno alle 11.30 tre persone armate hanno raggiunto la sede parigina del giornale satirico francese Charlie Hebdo, simile per contenuti al nostro Vernacoliere (per intenderci). Due di queste sono salite in redazione, dove c’era una riunione programmata per le dieci, e armate di Kalashnikov hanno fatto fuoco uccidendo dodici persone e ferendone in modo grave altre cinque. È morto, tra queste, il direttore Stéphane Charbonnier, incluso da AlQaida in una lista di persone colpevoli di crimini contro l’islam poco più di un anno fa, e con lui importanti redattori e vignettisti del giornale.
Questo giornale è famoso per aver pubblicato a più riprese vignette satiriche contro Maometto. Continua a leggere “Je suis Charlie: l’islam e la paura”

American Sniper e i limiti culturali che (perfortuna) ci difendono

Le guerre americane sono passate dalle telecamere di tutti i grandi registi (americani) degli ultimi trent’anni. Non sono un argomento facile, sono però quasi sempre di facile lettura. Non appena superato lo scoglio della finzione, la guerra riserva gloria imperitura; tutto sta nel cosa mostri, nel cosa lasci intendere e nel cosa taci. Continua a leggere “American Sniper e i limiti culturali che (perfortuna) ci difendono”