I 7(+1) consigli per l’asta del Fantacalcio

C’è un rituale che scandisce le Estati degli italiani. Appuntamento immancabile per il maschio italiano e presagio di sventura per gli esponenti del gentil sesso, più atteso della settimana ad Ibiza e più simbolico del melone e dell’anguria a Feragosto. È l’asta del Fantacalcio.


In base al suo esito i successivi fine settimana di scapoli e ammogliati, ma anche di famiglie intere, sono segnati, legati a doppio filo all’andamento dell’unidici titolare, e resi sciagurati dagli eventuali panchinari a segno proprio l’unica volta che sono stati lasciati a riposare.

Insomma, l’unico modo di godersi l’autunno, l’inverno e la primavera, è avere una squadra forte al Fantacalcio. E per averla è necessario fare la migliore asta possibile, almeno tra i propri amici. Non solo, la cosa peggiore è che il Fantacalcio, così come il calcio, non è una scienza esatta: non esistono giocatori dal rendimento assicurato e una buona dose di fortuna è essenziale per avere la meglio sugli altri.
Ecco quindi una lista di consigli generali, di quelli che vanno bene sempre comunque, per fare una buona asta. E scusateci se non vi diciamo quali giocatori da comprare, ma non abbiamo la sfera di cristallo e soprattutto ci teniamo alla nostra pelle!

1. La prima regola del Fantacalcio è: non si tratta di calcio
Avete capito bene. Non sempre qualità calcistica significa quantità fantacalcistica. Non conta la tecnica, non conta la tenacia con cui si difende la maglia, l’unica cosa che conta sono i malus e i bonus. Comprare un giocatore dalla tecnica sopraffina ma incapace di sfornare goal e assist o comprare un mediano tanta corsa e piedi sempre giù a martello equivale allo stesso risultato: lo 0 nella casella bonus o, se va male, cartellini gialli rossi, e fantamedia sempre insufficente.
Da qui il consiglio di comprare giocatori funzionali, che sfornano più cross dalle fasce che panini con poco picante post-discoteca del vostro kebabbaro di fiducia o che siano protagonisti dell’ultimo passaggio, meglio se specializzati in calci d’angolo e schemi sui calci di punizione.

2. La seconda regola del Fantacalcio è: non si tratta di calcio (e due!)
Siamo uomini e, si sa, abbiamo una squadra del cuore. Così è per la grandissima parte di chi gioca, e per alcuni la fede da calcistica diventa fantacalcistica, portandoli alla rovina. Portare avanti un’asta con gli occhi bendati dalla sciarpa della squadra per cui si fa il tifo può avere effetti disastrosi. La passione, l’impeto, la convinzione che quel giocatore (o l’intera squadra) l’anno scorso è andato male ma quest’anno si risolleverà perché gioca per i miei colori, sono cattivi consiglieri.
Sin dalla prima offerta è bene perciò fare un passo indietro e scordarsi per chi si va allo stadio la Domenica. Al contrario sarà opportuno sfruttare le debolezze altrui e alzare i giocatori a proprio chi non ce la fa a non credere che questo sia l’anno buono e a fine anno festeggerà il triplete scudetto-coppa-fantalega.

3. Serve “equilibrio”
Comprare tutti i giocatori più forti è impossibile, ci sarà sempre qualcuno disposto a puntare tutto sul suo pupillo, e, soprattutto, i crediti non sono infiniti. Il terzo consiglio è perciò quello di giostrare le proprie spese tra giocatori fantasiosi, e per questo magari discontinui ma in grado di portare a casa una somma(tra voto e bonus) alta una settimana sì e due no, a giocatori solidi e dal rendimento costante, che magari non vi esalteranno ma vi faranno vincere le partite con il loro 6 in pagella assicurato.

Molto utile a questo scopo é consultare le statistiche delle stagioni precedenti, così da notare quali sono i giocatori solitamente più costanti e quali no. Certo, come già detto il  fantacalcio non è una scienza esatta, ma meglio comunque avere dei dati da consultare e da cui partire piuttosto che andare completamente alla cieca, affidandoci solo alle nostre sensazioni.

4. Il numero 1 non basta
Parliamo di portieri. Ruolo delicatissimo: non si può spendere tanto ma si deve comprare una certezza. Se tra i pali della nostra squadre ce n’è uno che prende valanghe di goal giocheremo ogni settimana in 10. La regola è, se non si è grandi specilisti, di puntare sui portieri delle big, in quanto oltre a essere i più forti dovrebbero pure essere protetti da quelle difese che a fine anno avranno preso meno goal. Questo ruolo infatti è l’unico da valutare sempre insieme alla difesa e non semplicemente a livello di singolo giocatore, in quanto, anche se il portiere non è fortissimo, il fatto che non prenda gol lo rende poco soggetto a subire malus, che poi è tutto ciò che a noi interessa.
Non basta. Scelto il nostro numero 1 sarà cosa saggia affiancarlo al suo numero 2, ossia alla sua riserva diretta in modo che, in caso di qualsiasi evenienza, la sostituzione sia già fatta.
Per quanto riguarda il terzo portiere esistono due scuole di pensiero: o proseguire sulla propria strada e prendere pure la riserva della riserva o comprare un altro titolare. La scelta migliore è la seconda, il motivo?Sempre meglio avere un’altra opzione in caso di big match o scontri sfavorevoli.
Però qui si fa dura, i big sono già andati e rimangono portieri di medio livello. La scelta dovrà perciò ricadere sul portiere di una di quelle squadre che per attitudine si difendono, quelle che segnano pochi goal però ne prendono ancora meno e a fine anno sono a metà classifica. Ecco, se vi sentite proprio bravi e pensate di essere assistiti dala dea bendata, allora potete provare il colpaccio, a vostro rischio e pericolo, e pescare primo, secondo(riserva del primo), e terzo estremo difensore da questa categoria.

5. La difesa è il miglior attacco
Il reparto arretrato è spesso poco considerato infatti, così come nel calcio vero si risparmiano le centinaia di migliaia di euro per comprare gli attaccanti e lì dietro si lascia giocare praticamente chiunque, allo stesso modo quando si fanno i fanta-conti, e cioè nel momento dell’asta, si decide di non spendere troppo e troppe volte si fa fatica a riempire tutte le caselle alla voce difensori.

Se invece si vogliono fare le cose per bene bsogna cominciare sin dai primi passi. Avere una difesa di titolari aiuta non poco nelle giornate di crisi della stagione, quando gli infortuni e le squalifiche tartassano gli altri reparti. In quel caso il reparto può essere allargato permettendoci, almeno quello, di giocare in 11.
Ancora meglio se da dietro arriva la spinta vincente. Tra i nostri difensori non devono mancare i terzini, anzi devono essere la maggior parte. E non tutti sono uguali: un terzino di contenimento di un 4-4-2 non è la stessa cosa che un tornate di un 3-5-2 e perciò, quando la mattina dell’asta controllerete la pagina delle formazioni sulla Gazzetta, dovrete stare ben attenti in che posizione del campo gioca il vostro futuro difensore fantacalcistico. Non c’è niente di meglio che vincere una partita per quell’assist in più che arriva dalle retrovie.

 

6. Centrocampo volante
Di sicuro è il ruolo più delicato. Considerando che il modulo più utilizzato è il 3-4-3, è facile intuire come a centrocampo ci vogliano tanti titolari, 6/7 almeno considerando 8 come  il numero massimo di centrocampsti in rosa.. Questo perché dovendone schierare praticamente sempre 4, ci vogliono dei ricambi sicuri per non rischiare, quando ci sono delle defezioni, di giocare in 10 o di dover ricorrere ad un modulo meno offensivo.
Di conseguenza poche scommesse, una è più che sufficiente, soprattuto in un fantacalcio in cui si gioca in 8-10 o più. Ma il centrocampo ricco di titolari deve essere anche di qualità: un consiglio è quello di puntare su giocatori che giocano in attacco, le cosiddette ali, ma in alcuni casi addirittura seconde punte, che possono garantire numerosi bonus durante la stagione; l’altro suggerimento è quello di prendere la riserva di uno dei vostri titolari, così da avere la certezza che almeno uno dei due giochi sempre.

7. Il mercato delle punte
Bisogna dire la verità: senza un grande attacco non avrete mai la possibilità di portare a casa la cassa a fine campionato ed è per questo che buona parte del vostro budget dovrà per forza essere speso in forti attaccanti. Grandi, al plurale. Puntare tutto sulle grandi stelle può sicuramente fruttare un bel bottino di goal, ma mai tutti quelli che vi serviranno per vincere.
E allora cosa fare? Una soluzione può essere quella di puntare sul made in Italy. È lo stesso discorso ogni volta al bar, quando il direttore generale della nostra squadra è sempre un incapace: “Ah ma se fosse brasiliano quanto varrebbe?”, e poi: “Abbiamo i talenti in casa nostra ma ci ostiniamo a comprare all’estero”. Quando tocca a noi però fare mercato, quell’unico giorno all’anno, mettiamo da parte le buone parole e mettiamo tutto ciò che resta sui talenti di oltreconfine. Risultato? I nostri concittadini del pallone vengono chiamati per ultimi, quando i soldi scarseggiano, e sono sempre gli altri, che sono rimasti fuori dalle grandi aste a fare l’affare.
Comprare italiano permette di spendere poco e fare scorta goal, distribuiti su diversi giocatori in modo da non dipendere ogni settimana dai mal di pancia dei grandi bomber argentini.

 

7(+1). Nessuno è perfetto

L’asta è finita, la squadra è fatta, e si spera sia la migliore possibile.  Ma non sempre le cose vanno come si pensa e piccoli grandi imprevisti come gravi infortuni dei vostri giocatori di punta o un’annata deludente del vostro bomber designato vi complicano maledettamente la vita.

Per rimediare, almeno in parte, ai tiri della sfortuna c’è qualcosa che si può fare.

Innanzitutto ci sono gli scambi. Da sempre esiste chi riuscirebbe a venderti una nocciolina in cambio di un diamante, facendoti pure credere di averci guadagnato. Lo scambio è infatti un gioco psicologico, bisogna sfruttare le debolezze del nostro interlocutore cercando di fargli credere che la nostra proposta sia vantaggiosa per lui.
In che modo? Per prima cosa bisogna capire di cosa lui ha bisogno, in quale reparto magari è in carenza di qualità fantacalcistica o tempestato da infortuni, in modo da proporgli un giocatore a lui molto utile, ma in esubero per noi.

Oltre a questo si possono sfruttare altri punti deboli, come per esempio la già citata fede calcistica, o la sfrenata passione per un particolare giocatore. Attenzione sempre a non esagerare, perché se non si é attenti si può rimanere scottati. Quando fate uno scambio, se il campionato è già in corso, considerate sempre le fantamedie e non il blasone del giocatore.


E ora è arrivato il momento di consultare statistiche, medie, percentuali. Tutta roba che non ci servirà a nulla, perchè tanto ci dimenticheremo di quelle, di questo articolo e persino di come ci chiamiamo nel momento in cui sentiremo LA frase.

“Chi offre per primo?”

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