Lo scisma della FIFA e l’ipotesi boicottaggio: l’europa sarà abbastanza forte da imporsi?

Peter Berlin ha scritto su Politico un articolo dove dice di prepararsi ad uno “scisma” della Coppa del Mondo di calcio 2018 dopo la contestata rielezione di Joseph Blatter alla presidenza della FIFA, il massimo organo calcistico mondiale che racchiude le sei federazioni continentali (CONCACAF – Nord e centro America, COMNEBOL – Sud America, CAF – Africa, UEFA – Europa, AFC – Asia, OFC – Oceania). Blatter è ininterrottamente al vertice della FIFA da trentaquattro anni. Nel 1981 fu eletto per la prima volta al segretariato generale, nel 1998 divenne presidente della ricchissima organizzazione internazionale. La longevità della presidenza Blatter è in parte fisiologica. La FIFA esiste dal 1904, e in 111 anni di storia ha maturato solo otto presidenti, con una media di 13 anni di gestione per uno. Lo stesso vale per i Segretari Generali, nove dalla fondazione ad oggi.

I giornali hanno dedicato ampio spazio alla doppia inchiesta svizzera e americana sulla corruzione della FIFA. Il procuratore di Stato Americano Loretta Lynch ha definito il sistema di corruzione “sistemico e dilagante”, soprattutto verso quelle federazioni del tutto secondarie ma che possiedono lo stesso peso di voto delle federazioni principali. Il New York Times ha scritto, ad esempio, di tangenti di 2,2 milioni di dollari pagati dalla FIFA alle Isole Cayman per lo sviluppo del calcio locale. Jeffrey Webb, uno dei sette dirigenti arrestati, è originario delle Cayman. 

Il 26 maggio l’Europa ha votato contro Blatter, così anche gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda. Praticamente il calcio che muove  il grosso di persone e denaro ha rifiutato il presidente in carica.

Blatter, appena eletto, ha detto di essere “il presidente di tutti”, salvo poi rivestire i panni del monarca durante una intervista con una televisione svizzera; indispettito dal tentato colpo di stato ha ricordato soprattutto a Platini e alla UEFA che lui “perdona ma non dimentica”.

Questa elezione ha scoperto un vaso di Pandora. Si è avuta la dimostrazione che il calcio è uno strumento politico del tutto primario, che segue logiche di mercato del tutto esenti dallo sport. Conta il denaro e il potere, non i tunnel di Messi e non i gol di Ronaldo.

Berlin scrive che questa elezione può scatenare un terremoto. La UEFA è pronta a boicottare i Mondiali 2018 in Russia. Di più la UEFA, in accordo con i singoli club, può portare i grandi giocatori di altre federazioni a dover decidere tra il proprio club e la loro nazionale. I grandi calciatori sudamericani (Messi, Neymar ecc) e i calciatori asiatici con un forte appeal commerciale nei loro paesi (i giapponesi) possono essere spinti alla rinuncia, lasciando un Mondiale di seconde linee e seconde nazioni, commercialmente poco (o per nulla) appetibile e con un basso potere contrattuale nei confronti di sponsor e diritti televisivi. 

È davvero possibile un boicottaggio? Sembra di sì, ma si tratta di minacce che guardano molto lontano nel tempo, e la diplomazia calcistica ha già cominciato a muovere i suoi ingranaggi. Si parla di moltissimi soldi, e la sinergia minacce + tangenti spiana la strada a qualunque soluzione accontenti i grandi portafogli.
Nonostante questo ci sono dichiarazioni che fanno ben sperare non solo i giustizialisti, ma anche tutti coloro che sperano in un calcio diverso: più trasparente e fine a se stesso, che non faccia del denaro e del potere i primi dei suoi obiettivi. Non va dimenticato il ruolo del calcio nelle società contemporanee. Che la propria nazionale non partecipi ad un Mondiale per questioni etiche e di principio è una azione che non trova giustificazione nello spazio logico delle regioni di molti tifosi.

Berlin nel suo articolo riporta una dichiarazione di Greg Dyke, capo della Football Association inglese. Parlando a Sky il capo del calcio inglese ha detto che l’Inghilterra è pronta a boicottare il Mondiale russo. Ma “non avrebbe nessun senso la rinuncia dell’Inghilterra se tutti gli altri decidono di partecipare”, ha detto Dyke. “Non avrebbe nessun impatto. Sarebbe semplicemente dimenticato. Ma se si riesce a tenere fuori tutta la UEFA, questo potrebbe avere un impatto.”

Platini, capo UEFA, ha lasciato più di uno spiraglio a questa soluzione. La UEFA si riunirà per discutere le future relazioni con la FIFA, ha detto il capo UEFA.

Ci sono due aspetti da mettere in luce, secondo Berlin. Il primo è la cattiva fama di Putin in Europa e in America. La Russia è tutt’oggi sotto sanzioni UE. A marzo, quando ancora la bolla FIFAgate non era scoppiata, già 13 senatori americani bipartisan aveva chiesto di boicottare i giochi da parte della nazionale statunitense. Il calcio è solo uno degli aspetti dello scontro tra NATO e Russia. Questo, dice Berlin, rende Putin vulnerabile. Perchè? Ecco il secondo punto: i Mondiali sono un evento essenzialmente Europeo e Nord Americano. Nonostante il grande sviluppo del calcio in altre realtà del mondo (Asia/Africa), il grosso del denaro proviene dal mondo occidentale, per diritti TV e sponsorship. La Russia ha già speso molto denaro per il mondiale, vedere i volume di affari del Mondiali ridursi drasticamente causerebbe un passivo nelle casse ex-sovietiche che metterebbe in ginocchio un paese economicamente traballante.

Europa e Stati Uniti hanno un potere considerevole all’interno della FIFA. La prima soprattutto per i diritti TV. Gli States grazie alle grandi multinazionali che sponsorizzano. Nel report finanziario presentato dalla FIFA venerdì (giorno della elezione) si legge come durante lo scorso anno $295 milioni su $736 in diritti TV provenivano dalla sola Europa. Durante il 2013, anno delle qualificazioni ai Mondiali 2014, l’Europa ha contribuito in diritti TV per $302 milioni su un totale di $601. Praticamente la metà. Berlin riporta anche che tra i sette maggiori sponsor FIFA, quattro sono americani (McDonalds, Coca-Cola, Budweiser, Visa), uno (Adidas) è tedesco. Già tre di questi partner hanno chiesto chiarezza e sono pronti a rivedere i termini contrattuali delle sponsorizzazioni.

C’è addirittura una pagina wikipedia con tutte le controversie legate a questo mondiale.

“Non toccherei la Coppa del Mondo, la Coppa del Mondo è troppa importante”, ha detto Blatter venerdì. Ma dice conclude Berlin, Blatter sa che c’è una cosa ancora più importante della Coppa del Mondo. È Joseph Blatter stesso, sua maestà il presidente.

Peter Berlin ha scritto di calcio per vent’anni sul Financial Times e sull’International Herald Tribune. Oggi è freelance e scrive, tra gli altri, per Sport Illustrated.

Aggiornamento del 02/06/15: Joseph Blatter, solo quattro giorni dopo essere stato rieletto alla presidenza FIFA ha annunciato le due dimissioni. Le prossime elezioni, ha detto Mario Scala, Presidente dell’Audit & Compliance Committee, non potranno essere convocate prima di quattro mesi. L’account twitter di Breaking News (di proprietà NBC) ha scritto che le autorità svizzere hanno ribadito che Blatter non è indagato nell’inchiesta di loro competenza (ce n’è una seconda americana, che è quella che ha condotto agli arresti).

Blatter in una lettera ha detto di non avere il supporto di tutto il mondo del calcio, e, come scrive AP, ha detto anche che lo fa nel bene della FIFA a cui serve una “profonda revisione”.
Blatter non si è dimesso. Lo ha annunciato dicendo che eserciterà le funzioni di presidente fino a che non ne sarà nominato uno nuovo.

In un passo importante della sua lettera Blatter ha detto che il Comitato Esecutivo include i rappresentanti di Confederazioni su cui la FIFA non ha nessun controllo, ma per le cui azioni la FIFA è responsabile. “Abbiamo bisogno di un cambiamento strutturale dalle radici”, scrive Blatter.

Blatter ha scritto inoltre che il Comitato Esecutivo va ridotto e i suoi membri vanno eletti attraverso il Congresso FIFA. (Wikipedia dice che i membri del Comitato sono già eletti per congresso, ma come si legge sul sito della FIFA non è vero). L’integrità dei membri del Comitato va verificata dalla FIFA, e non dalle singole confederazioni, a cui Blatter sembra dare la colpa in generale. Blatter ha scritto anche che serve un limite di mandati non solo per il presidente ma per tutti i membri del comitato. “Ho lottato per questi cambiamenti in passato”, ha scritto Blatter, “e come tutti sanno i miei sforzi sono stati bloccati. Questa volta arriverò in fondo.”

“Quello che conta più di ogni altra cosa”, ha concluso Blatter alla fine della lettera, “è che quando tutto sarà finito il calcio sarà il vincitore.”

Aggiornamento del 03/06/15: Internazionale, citando il NYTimes, scrive che Blatter è indagato negli Stati Uniti per corruzione.

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Un pensiero su “Lo scisma della FIFA e l’ipotesi boicottaggio: l’europa sarà abbastanza forte da imporsi?

  1. Si prospetta radicali cambiamenti dopo le indagini e i futuri processi che ci saranno nella FIFA; non so se la UEFA potrebbe scindersi dalla FIFA (dubito che arrivi a crearsi una situazione tipo Boxe, con più sigle mondiali), ma sicuramente Platini farà pesare il nuovo corso dato da lui alla UEFA anche nella FIFA.

    Tra l’altro, si noti che anche la F1 sta subendo attacchi finanziari che potrebbero portare alla fine della “tirannia” Dennis

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