L’ultimo impresentabile, la storia di chi fece tanto rumore per nulla

31 Maggio 2015. È giorno di elezioni regionali e comunali in Italia. Si vota in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia, tra i comuni il più importante è Venezia, ma ci sono anche Arezzo, Lecco, Agrigento e altri 738 sparsi su tutto lo stivale. Qualsiasi saranno i risultati, il panorama politico italiano non si muoverà di una virgola, ma la piazza grande della politica ha trovato i suoi modi di far rumore.
S’ode a destra uno squillo, è Berlusconi che minaccia: “Come nel 2000, mandiamo Renzi a casa“. A sinistra risponde uno squillo, è Renzi – violando deliberatamente il silenzio elettorale, l’unica regola che, eccetto lui e Berlusconi, nessuno ha ancora violato In italia, e in realtà questo è il fatto politico più significativo di tutta la vicenda – che assicura “Il voto non è un test su di me“. Da ambo i lato rimbomba un calpesto assordante, come tutti i calpesti però il suono è confuso, quasi incomprensibile, a fatica s’intende un coro: “impresentabili, impresentabili, impresentabili”.

(si ringrazia il buon Manzoni Alessandro per la collaborazione alla stesura di questa introduzione)

La notizia è che sulle elezioni si è abbattuta, solo metaforicamente, la scure, imbracciata dalla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi, della Lista degli Impresentabili.
La Lista indica, tra i circa 4.000 candidati alle elezioni regionali, quelli che non rispettano il codice etico stilato e reso pubblico dalla Commissione Antimafia nel Settembre 2014. Si trattava di evitare che i partiti candidassero candidati collusi con la Mafia o vicini ai suoi ambienti. Inutile dire che tutto è stato inutile. Questo anche perché la commissione ha presentato il suo lavoro non solo ben oltre la compilazione delle liste, ma addirittura alla fine della campagna elettorale, il 29 Maggio 2015.
Per non parlare del fatto che i partiti potevano scegliere se aderire o meno, e che la trasgressione del codice non porta ad alcuna conseguenza.

In poche parole chi è sotto processo o ha lavorato in una giunta sciolta per Mafia diventa automaticamente un candidato sconsigliabile, ma tutto qui.
Nonostante ciò il campo di battaglia della politica si è riempito di polvere, alzata da tutti le parti.

Ovviamente in prima linea ci sono stati quelli del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che sul blog scrivono “Fuori i nomi” e che dopo la pubblicazione dei nomi hanno battuto i piedi per il ritardo.

Quando i nomi sono usciti è cominciata la fanfara di tutti gli altri.

Roberto Saviano, giornalista, ha scritto su LaRepubblica che la lista è inadeguata perché non sono ben chiari i parametri su cui si basa e perché la sua funzione è ambigua e, se l’intento è di fare pulizia nella politica al posto della politica, allora è “pseudo-giudiziaria”, infine, e ancor peggio, perché è inefficace contro i prestanome, politici “puliti” ma al soldo della Mafia.
Secondo lui gli “impresentabili” dovrebbero essere sconfitti sul piano politico o su quello giudiziario.

Franscesco Costa, giornalista, ha scritto sul suo blog la Liste “gli fa venire le bolle” perché la Commissione Antimafia non ha nessun diritto di elaborare giudizi etici, semmai dovrebbe preoccuparsi, in quanto organo dello Stato, di legiferare.

Non da meno è Matteo Orfini, presidente del PD(partito di cui fa parte la Bindi, ma non essendo una renziana doc è come se non ne facesse parte), che dice ad ANSA che quello della Commissione Antimafia è un intervento appartenente ai secoli in bui in cui i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla. Orfini è chiaramente irritato perché la lista di politici di rilievo ne include solo uno, che è il candidato presidente per il PD in Campania Vincenzo De Luca, ma allo stesso tempi ci tiene a specificare che lui con De Luca non ci è mai andato d’accordo. 

Tutti richiamano a due sfere, quella giudiziaria e a quella etica, su cui la Commissione Antimafia non ha giurisdizione(a livello etico ciò dipende da persona a persona, ma essa non è un’istituzione in questo senso, e il livello della polemica non ha mai toccato tali vette filosofiche, perciò perché iniziare una discussione che non interessa a nessuno?).
Gli “impresentabili”, risultati essere 16, possono candidare ed essere eletti, e magari pure dopo decadere per effetto della Legge Severino, senza che la Lista degli Impresentabili possa avere alcun effetto.
A livello pratico la Lista non ha alcun valore, non è una lista di proscrizione nè tantomeno influenza la campagna elettorale, perché è venuta dopo e perché a nessuno interessa quello che dice Rosy Bindi da almeno un decennio.
Come se tutto ciò non bastasse ecco anche la gaffe. Biagio Iacolare, politico UDC, è stato prima inserito nella lista e poi stralciato. 

Insomma pare proprio che è stato fatto tanto rumore per nulla dato che la lista della Commissione Antimafia ha lo stesso valore di una lista che potrei scrivere io in questo momento e nessuno si filerebbe di striscio.
Anzi, se mi permette, vorrei scriverla questa lista. Nulla di straordinario, anzi vorrei ispirarmi a quella originale, e fare solo una piccola aggiunta in fondo, così rimediamo anche al pasticcio Iacolare, no?

Ecco la mia lista allora, e fate attenzione all’ultimo nome:

– L. Gambino, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– L. Passariello, Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– A. Scalzone, Popolari per l’Italia (che ha ritirato la candidatura), a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– A. A. Ambrosio, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– S. Nappi, Caldoro Presidente, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– F. Errico, NCD per Caldoro, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– S. Lonardo Mastella, Forza Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– F. Plaitano, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– R. Viscardi, Popolari per l’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro (Forza Italia)
– V. De Luca, candidato alla presidenza della regione per il PD
– D. Elefante, Centro Democratico-Scelta Civica, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)
– C. Grimaldi, Campania in rete, a sostegno di Vincenzo De Luca (PD)
– E. Palmisano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– M. Oggiano, a sostegno di Francesco Schittulli (“Oltre con Fitto”)
– G. Copertino, a sostegno di Adriana Poli-Bortone (Forza Italia)
– Ladisa, Popolari con Emiliano, a sostegno di Michele Emiliano (PD)

E.C. Senefrega, aggiunto da Vincenzo, che è stufo del solito teatrino.

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