L’ultimo impresentabile, la storia di chi fece tanto rumore per nulla

31 Maggio 2015. È giorno di elezioni regionali e comunali in Italia. Si vota in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia, tra i comuni il più importante è Venezia, ma ci sono anche Arezzo, Lecco, Agrigento e altri 738 sparsi su tutto lo stivale. Qualsiasi saranno i risultati, il panorama politico italiano non si muoverà di una virgola, ma la piazza grande della politica ha trovato i suoi modi di far rumore.
S’ode a destra uno squillo, è Berlusconi che minaccia: “Come nel 2000, mandiamo Renzi a casa“. A sinistra risponde uno squillo, è Renzi – violando deliberatamente il silenzio elettorale, l’unica regola che, eccetto lui e Berlusconi, nessuno ha ancora violato In italia, e in realtà questo è il fatto politico più significativo di tutta la vicenda – che assicura “Il voto non è un test su di me“. Da ambo i lato rimbomba un calpesto assordante, come tutti i calpesti però il suono è confuso, quasi incomprensibile, a fatica s’intende un coro: “impresentabili, impresentabili, impresentabili”.

(si ringrazia il buon Manzoni Alessandro per la collaborazione alla stesura di questa introduzione) Continua a leggere “L’ultimo impresentabile, la storia di chi fece tanto rumore per nulla”

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Informazione e disordine: i media, le false notizie e il debunking

Da diverso tempo mi sono dedicato a cercare di capire un po’ meglio come funziona l’informazione contemporanea, in tempi di agenzie via twitter e notizie false più o meno importanti. Negli scorsi mesi avevo analizzato in particolare tre casi, nei giorni successivi al loro essere accaduti. Il primo era sul sequestro di alcuni ostaggi nel supermercato kosher di Parigi il giorno dopo i fatti di Charli Hebdo. Il secondo era sull’attentato al museo del Bardo di Tunisi e sulla confusione sul numero di vittime. Il terzo era sul disastro aereo Germanwings. Continua a leggere “Informazione e disordine: i media, le false notizie e il debunking”

EXPO Milano 2015, istruzioni per l’uso

Dal 1 Maggio al 31 Ottobre 2015 si svolge EXPO. La fiera internazionale, che quest’anno ha come tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si trova a Milano, in una zona separata ma adiacente al polo fieristico di Rho, ed è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici, ma molto meno coi mezzi propri.
La città, per l’occasione, è stata riempita di cartelli e sembra proprio che “tutte le strade portino ad Expo” ma non è affatto vero, e pare che pure la viabilità nelle zone limitrofe sia ai limite della sopportazione umana.
Questa e molte altre polemiche sono montate riguardo all’EXPO, ma se c’è una cosa che si deve ammettere è che la fiera è ricca di spunti e, nelle parte completate, molto bella da vedere.
Perciò per chi ha intenzione di andarci, e soprattutto per chi riesce ad arrivarci, ecco una serie di consigli per la sopravvivenza in quel di Rho Fiera EXPO Milano 2015.
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Carta igienica, surgelati e cestini della spazzatura: trovare la poesia dove non te lo aspetti.

Siamo a Ferrara e parliamo di uno studente lavoratore laureato in Scienze e tecnologie della comunicazione, che per passione fa il poeta. Si firma Ma rea ma il suo nome è Andrea Masiero, e questo è tutto quello che si sa di lui.
Scrive assiduamente dal 2011 ma solo dallo scorso anno la sua poesia ha cominciato a confrontarsi, fisicamente si intende, con la città, anzi le città. Ferrara, Padova, Senigallia, Venezia, Treviso, Bologna, Roma e anche Berlino e molte altre. Continua a leggere “Carta igienica, surgelati e cestini della spazzatura: trovare la poesia dove non te lo aspetti.”

I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?

Ieri è arrivata la notizia che un uomo di nazionalità marocchina di 22 anni è stato arrestato a Gaggiano, nel milanese, perchè ritenuto, dalle autorità tunisine, tra i responsabili dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi.
I giornali hanno titolato, quasi tutti, che è stato arrestato il “killer del Bardo” e simili. Se avevate seguito le notizie nei giorni dell’attacco del Bardo, un campanello di allarme sarebbe dovuto suonarvi: i due killer del Bardo erano stati uccisi dalla Polizia, e dalle informazioni che si avevano non ne risultavano altri. (Non si parla di pianificazione e organizzazione, ma materialmente di mettere in pratica la strage.) Continua a leggere “I titoli di oggi e i terroristi che arrivano sui barconi. Ma è davvero così?”

False notizie: il caso mediaset e i finti servizi ad hoc

Il giornalismo italiano non è un tipo di sistema a cui bisogna guardare con troppa ammirazione. Da che è emerso l’online, la macchina del giornalismo si è fatta più complessa, più sfaccettata, ma il rapporto con la verità è rimasto spesso ambiguo, favorendo le visualizzazioni al contenuto; un notizia falsa che attira tanti click sarà sempre preferibile alla rinuncia della notizia stessa perchè smentita o perchè non sussiste il fatto descritto dalla notizia. In un caso si pubblica qualcosa – spesso qualcosa che garantisce molte condivisioni e molte visualizzazioni; nel secondo caso una (necessaria) deontologia spezza il meccanismo; la notizia non viene pubblicata e bisogna trovare qualcosa d’altro da pubblicare. Le versioni online dei giornali tradizionali non attuano questo meccanismo. Controllano poco, spesso superficialmente, e pubblicano molte cose false. Quasi tutti i giornali online (e le agenzie) sono colpevoli di questo: appare piuttosto evidente e ben documentato dal nuovo libro di Luca Sofri (direttore e fondatore del Post) “Notizie che non lo erano
Ma il debuking non può mai essere conclusivo, ed ecco che nell’ultimo mese e mezzo il mondo delle notizie sfodera due casi piuttosto eclatanti e molto importanti di fabbrica delle notizie. Ovviamente c’è dell’altro, tipo che notizie pubblicamente smentite sono ancora reperibili online in alcuni testate senza alcuna correzione. Continua a leggere “False notizie: il caso mediaset e i finti servizi ad hoc”

Mattia Sangermano e l’arte di banalizzare

Tra le varie opinioni ascoltate e diffuse prima, durante e dopo i fatti di venerdì primo maggio a Milano, le più gettonate sono state quelle di Fedez (ne abbiamo scritto qua) e J-Ax. Le immagini più viste sono quelle di quel poveretto di Mattia Sangermano, l’utile idiota a cui è stata rovinata la vita senza che nessuno sapesse perché. Dai titoli di giornale ai social network, abbiamo ridotto tutto ai minimi termini. Continua a leggere “Mattia Sangermano e l’arte di banalizzare”

Fedez e i NoExpo: le non-notizie e il mostro che il giornalismo ha creato

Una non-notizia è diventata un caso. Il 30 aprile Fedez (Federico Lucia, cantante) ha fatto un endorsement a favore dei manifestanti NoExpo, che lo stesso giorno manifestavano per Milano, città dell’esposizione. Su Twitter, in occasione di quella prima e più contenuta manifestazione di protesta, aveva scritto: “La vernice sui muri dei #NoExpo indigna più delle infiltrazioni mafiose di Expo. Di questo passo daranno la scorta di Stato agli imbianchini”. Poi un manifestante No Expo (chi e a che titolo? Non si sa.) gli ha fornito una lista poi pubblicata via Twitter dal cantante, con elencate tutte le sedi imbrattate di scritte:tra le altre banche, sede INPS e sede Manpower; espressione dei poteri finanziari, cosiddetti “poteri forti”. Al che Fedez ha twittato questo:

Twitter fedesz

L’elenco dei siti vittima di “atti di protesta” si è poi rivelata falsa (o perlomeno incompleta). A giudicare dalle fotografie che hanno coperto la manifestazione del 30 aprile (e NON del primo maggio, dove c’è stato il casino) gli imbrattamenti non hanno riguardato solo gli edifici della lista ma anche muri di abitazioni che non erano espressione di nessun potere; inoltre tra quelli della lista ci sono edifici storici, come il palazzo dove sta la sede milanese di Manpower, in viale Majno, che non appartengono alla Manpower ma alla cittadinanza, essendo il palazzo in bella vista in una zona centrale e frequentata della città.

Non mi interessa entrare nel merito. Se le scritte siano protesta o vandalismo ognuno decide per suo conto. Cosa è successo dopo? Diversi personaggi che si cibano di strumentalizzazione e banalità (il cui elettorato è, a senso, orientato diversamente da quello di Fedez, tipo Salvini e Facci) hanno commentato o fatto dichiarazioni in proposito già dall’istante successivo al tweet, tirando il cantante per la giacchetta, chiedendogli conto anche di affermazioni che lui non aveva mai fatto. Continua a leggere “Fedez e i NoExpo: le non-notizie e il mostro che il giornalismo ha creato”

I fatti di Milano, dove finisce la democrazia?

1 Maggio 2015, Milano inaugura EXPO nei suoi padiglioni di Rho appena fuori città. 1 Maggio 2015, Milano è ostaggio di pochi manifestanti NOEXPO che mettono a ferro e fuoco il centro della città.
Le Forze dell’Ordine gestiscono la situazione ed evitano il peggio, nello stesso giorno in cui la città, esposta agli occhi del mondo, voleva far vedere il suo meglio.
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