Dimitri I, storia breve di un grande bugiardo

Grigorij Otrep’ev oltrepassa il confine tra Polonia e Russia sul finire del 1604, direzione Mosca, intenzionato a diventare Zar di tutte le Russie. Il pomeriggio del 17 maggio 1606 si sta muovendo in direzione opposta, sparato dai ribelli con un cannone, col nome di Zar Dimitrij I.

Il signor Otrep’ev, però, non sarebbe mai stato protagonista di una delle vicende più bizzarre della Storia, se non fossero accadute un paio di cose, quindi è doveroso un passo indietro introduttivo.

18 marzo 1584. Si spegne a Mosca Ivan IV di Russia detto “Il Terribile”. Ha lasciato tante cose, il sovrano, tra cui un numero importante, ma imprecisato, di tombe contenenti suoi nemici o presunti tali (diecimila circa, secondo la storiografia russa), l’utilizzo della parola “zar” (Cesare) per indicare il sovrano russo, l’annessione alla Russia del khanato di Kazan e l’applicazione nello stesso di una politica di tolleranza etnico-religiosa impensabile nella Russia del tempo, la conquista del bacino del Volga, il massacro inutile di circa duemila persone a Novgorod, uno dei primi aborti favoriti a suon di pugni mai documentati (a farne spese, la nuora dello zar, incinta e colpevole d’essersi vestita in modo eccessivamente sgargiante) e tanto tanto altro.

Fino agli anni sessanta la versione più accreditata riguardo la dipartita di Ivan era che si fosse spento giocando a scacchi con un boiaro, tale Bogdan Belskij , ma il governo sovietico fece riesumare la sua salma negli anni settanta, trovandoci una quantità di mercurio tale da far presumere un avvelenamento. In ogni caso, quando Ivan muore, c’è un problema: chi dopo di lui? Ideale sarebbe stato suo figlio Ivan Ivanovic, ma purtroppo Il Terribile lo aveva ammazzato nel 1581 a bastonate. Rimangono altri due figli, avuti dallo zar con due donne differenti: Fedor e Dimitrij.

Tocca a Fedor, che però è un ritardato mentale e diviene in un amen una marionetta di un signore di nome Boris Godunov, fratello della donna che Fedor ha sposato, Irina Godunova.

Godunov, che è ora indicato da molti storici come l’avvelenatore di Ivan il Terribile, già in quegli anni a cavallo tra ‘500 e ‘600 non gode affatto di una buona reputazione, perché molti a corte lo ritengono mandante o addirittura esecutore materiale dell’assassinio di Dimitrij, fratello di Fedor e figlio di Ivan. Proprio a Dimitrij, infatti, sarebbe passato il trono di Russia, quando il debole e limitato Fedor fosse passato a miglior vita. Ciò non accade, perché il piccolo zarevic viene rinvenuto trafitto da una spada giocattolo. Uccisosi accidentalmente durante un attacco di epilessia come da versione ufficiale o ammazzato da Godunov, non si sa. In ogni caso, siamo al 1598, Fedor muore e la Russia è finalmente in mano a Godunov, che nel frattempo ha furbescamente esiliato ogni possibile rivale.

Il 17 febbraio del 1589 uno zemskij sobor, assemblea di aristocratici, alti rappresentanti della Chiesa ortodossa, funzionari statali, commercianti ed artigiani elegge Boris Godunov “Zar di tutte le Russie”.

Il governo di Godunov, sia da braccio destro di Fedor, sia da zar vero e proprio, è tutt’altro che positivo. Si segnalano, tra le altre cose, l’introduzione della servitù della gleba, la trasformazione della duma in un’assemblea di fedelissimi dello zar e aristocratici deboli e codardi e una vittoriosa guerra con la Svezia, ma dura ben poco, perché molti chilometri più a est è iniziata l’incredibile vicenda di Grigorij Otrep’ev.

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Di questo signore, prima del 1600, si sa ben poco. Per alcuni (tra cui Godunov) è un ex monaco, ma l’unica cosa che tutti sanno certamente è che in questo momento della sua vita fa il domestico alle dipendenze di un signore polacco di nome Adam Wisniowiecki. Otrep’ev s’inventa una gigantesca bugia: dice di essere Dimitrij Ivanovic, figlio di Ivan il Terribile, scampato all’assassinio da parte di Godunov, rimasto nascosto per anni in un monastero e ora in Polonia in cerca di aiuto per vendicarsi dell’usurpatore. Gli credono.

Otrep’ev è così convincente (anche per un’incredibile somiglianza nei tratti somatici al vero Dimitrij), che il potente wojewoda di Sobomir Jerzy Mniszech gli concede la mano di sua figlia Marina e lo aiuta a radunare un vero e proprio esercito, fatto di nobili polacchi insofferenti, ed i fondi necessari per muovere su Mosca, dove Boris Godunov viene a sapere di questo redivivo Dimitrij e organizza una spedizione militare da contrapporgli.

Otrep’ev, però, riesce incredibilmente a convincere i comandanti dell’Esercito russo (che pure detestano Godunov, come molti ricchi esasperati dalle tasse) a schierarsi dalla sua parte ed entra a Mosca nel giugno del 1605, con un codazzo di cosacchi, nobili di varie nazionalità e forte della convinzione di aver letteralmente ingannato almeno due regni interi, quello polacco e quello russo. Boris Godunov è morto improvvisamente il 13 aprile, suo figlio Fedor II è stato ucciso in prigione poco dopo. La mossa finale di Dimitrij è davvero incredibile: si reca a visitare la tomba di Ivan il Terribile in un’atmosfera solenne e commovente, gli rende onore e poi incontra, il 18 luglio, Maria Fedorovna Nagaja, ossia la madre del Dimitrij originale. La donna riconosce il figlio nell’impostore, che il 30 luglio del 1605 diviene zar, col nome di Dimitrij I.

L’assurdo regno di Dimitrij dura però ben poco. Ai russi iniziano fin da subito a non piacere troppe cose: l’alleanza con la Polonia, le tasse che non scendono e la compagna di Dimitrij, quella Marina Mniszech che lo segue fin dal tempo della sua rivelazione a Sobomir e che ha rifiutato di convertirsi alla fede ortodossa, rimanendo fortemente cattolica e scatenando nei cuori dei russi il timore di una conversione forzata al cattolicesimo per tutto il paese.

A questo punto boiari, clericali e tutti quelli che avevano appoggiato l’ascesa di Dimitrij contro Godunov iniziano a cospirare, radunare forze, aizzare nuovi nemici contro lo zar. Tra questi nemici, c’è Vassilij Sujkij, un principe russo con carisma e ambizione sconfinati.

La mattina del 17 maggio del 1606, il regno del falso Dimitrij ha fine. I ribelli, guidati da Sujkij (che si prenderà la corona di zar) fanno irruzione nel Cremlino. Il finto zar viene catturato mentre cerca di fuggire da una finestra e trascinato in strada, dove viene squartato, bruciato, mischiato a polvere pirica e sparato con un cannone verso la Polonia. Il regno di Gregorij Otrep’ev è durato solamente pochi mesi, ma la sua immensa bugia resta una delle più grandi mai raccontate.

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