Twitter e il tempo delle notizie: caso GermanWings

Oggi, poco prima delle 11, un aereo Germanwings è precipitato nel sud della Francia.
Ho letto la notizia praticamente in contemporanea e ho cominciato a vedere come girava anche questa notizia su Twitter. L’avevo già fatto per la vicenda di Charlie Hebdo e per il recente attentato al museo del Bardo di Tunisi.

C’è una sostanziale differenza tra questo caso e gli eventi di Parigi sia di Tunisi. In questi ultimi due le agenzie e gli organi di stampa – si parla sempre di provider di news ufficiali – manifestavano una confusione spaventosa sul numero di vittime.
Perchè? Quel che scrivevo nel pezzo su Charlie era che la confusione deriva proprio dalla struttura del mezzo Twitter. Fonti che non sono controllabili vengono riprese da account affidabili e successivamente dalle grandi agenzie. Le fonti (cioè i primi che hanno scritto qualche cosa) rimangono magari sconosciute; la notizia che hanno lanciato però diventa ufficiale. Tutto bene, fino a che la notizia non si rivela falsa o parziale. Di nuovo ci sarebbe da chiedersi perchè. E la risposta va cercata nella rapidità e nell’attualità che Twitter consente all’informazione. Una diretta assoluta, un presente unico in cui i giornalisti non hanno il tempo materiale rispettare quel grande requisito di una volta (e di oggi, per qualcuno, per fortuna) della veridicità di una fonte. Canali All news 24 e Twitter. La società vuole essere sempre sul pezzo. Manifesta (o si crea) un nuovo bisogno di informazione contemporanea al fatto. 

Questo secondo aspetto è quello che emerge meglio dal caso di oggi. Sul primo, cioè sul numero delle vittime, oggi non c’era possibilità di errore. Sono morti tutti. Nessun sopravvissuto. Ma sulla contemporaneità tra fatto e informazione la vicenda oggi rappresenta un ottimo esempio.

In ordine. Il primo tweet arriva dall’account di AirLive.net, un sito che monitora il traffico aereo. Pubblica, senza fonti, che l’aereo è caduto. Dice che sono stati avvisati, da chi, però, non lo fanno entrare nei 140 caratteri a disposizione. Sono le 11.32.
1.Primissima agenzia AirLive 11.32

La prima ufficialità arriva, senza che si possa capire il perchè, da Russia Today. RT esce alle 11.35.
2.RT prima agenzia 11.35

11.41 viene scritta la conferma francese di AFP. L’account twitter dell’agenzia nel caso di Charlie non aveva fatto proprio un figurone. Qui invece vanno con i piedi di piombo. Leggono la notizia dagli altri, verificano, pubblicano. C’è la fonte, ovvero l’Interno.
3.Agenzia AFP delle 11.41

Alle 11.47, 15 minuti dopo il primo tweet di AirLive, la notizia è confermata ma manca ancora da molte edizioni di giornali online, che usciranno uno dopo l’altro fino alle 12.15. Flightradar, un sito simile ad AirLive, dice la prima cosa nuova: i contatti sono stati persi prima delle 10. Un ora prima della caduta.
4.Flightradar signal lost at 9.39 delle 11.47

Associated Press da la sua notizia alle 11.51. Dal primo tweet sono passati quasi venti minuti.
5.Agenzia AP delle 11.51

Un minuto dopo arriva il primo tweet della compagnia in questione, GermanWings. Atteso da tutti i giornalisti del mondo, fanno come peggio non si può, dicendo che hanno appreso la notizia dai media, alludendo che forse non è vero e affermando di non possedere nessuna informazione confermata. C’è questo da capire: sono trascorsi venti minuti in cui tutto il mondo ha annunciato un disastro aereo che ha fatto 150 morti. La compagnia titolare dell’aereo non solo non conferma (venti minuti dopo) ma insinua che forse non è vero.
6.German Wings 11.52

Dura poco, perchè alle 11.55 si espone Hollande. Quindi non può che essere vero. Ma GermanWings ancora non conferma.
7.Air Live conferma di Hollande 11.55

Airbus, costruttore del velivolo, twitta alle 12.12. Come GermanWings dicono di esserne venuti a conoscenza dai media, e che stanno facendo verifiche.
8.primo tweet airbus 12.12

Lufthansa, proprietaria di GermanWings, tace per un’ora. Alle 12.27 riporta solo un virgolettato del CEO, Carsten Spohr.
9.Conferma di Lufthansa 12.27

GermanWings, a questo punto, retwitta quando pubblicato dai suoi proprietari di Lufthansa.
9.Germanwings rt di Lufthansa 12.27

Ora: tutto dura un’ora. Dalle undici e mezza alle dodici e mezza. Una notizia, della portata di questa notizia, viene confermata in un’ora. Un’ora è tanto o poco? Non si riesce più a capirlo.

Fino a che il tempo non fa il suo corso, cioè non ci siano verifiche di chi possa affermare con certezza che una cosa è successa oppure no, si naviga a vista. La rivoluzione delle breaking-news su Twitter ha un compromesso controproducente. Per tutto un tempo di mezzo – a volte minuti, a volte ore – non si riesce a capire se una cosa sia successa o meno. Ci fidiamo, sappiamo che non è mai del tutto falso, ma possiamo vivere twitter come fonte di informazione solo a condizione che fino a che le certezze emergano noi rimaniamo connessi. Ecco la terra di mezzo. Le notizie, di per sè, non possono essere affidabili e immediate allo stesso tempo. Twitter di conseguenza. Tutto pare allora una gigantesca scatola di Schroedinger. Dicono che il gatto è morto, ma nessuno ha conferme fino a che qualcuno non apre la scatola. Quando la scatola è aperta è passato del tempo, Twitter ha già lasciato il posto alle edizioni online dei giornali che hanno approfondito e spiegano (ecco l’altra colonna del giornalismo moderno).  La news smette di essere “breaking”; diventa solo una notizia importante. E Twitter, oltre il confine della sua inaffidabilità, non ha i mezzi per andare.

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3 pensieri su “Twitter e il tempo delle notizie: caso GermanWings

  1. Davvero molto interessanti questi post sulla diffusione di notizie in tempo reale. Ormai sembra quasi che, grazie o a causa dei social, sia nato un nuovo bisogno primario dell’uomo: il bisogno delle news. La voglia e la possibilità di conoscere sempre tutto subito a scapito dell’accuratezza nel trattare una notizia, che si tratti di gossip o di cronaca nera come i vari casi Charlie Hebdo, GermanWings ecc.

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  2. Esatto. Direi che il bisogno delle notizie ci sia sempre stato, di sicuro grazie a questi mezzi oggi è sorto il bisogno quasi di essere informati immediatamente, di sapere tutto e subito. Il non voler/poter aspettare ci è dato dalle all news e da twitter, ma dall’altra parte della bilancia perdiamo (tutti) in affidabilità di ciò che sappiamo, almeno all’inizio, e in profondità e accuratezza dell’informazione.

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