Gotham, quella sporca cittadina

Se siete dei veri appassionati di Bat-man sapete già di cosa sto per parlare, se siete dei fan occasionali avete comunque buone probabilità di conoscere l’argomento, se siete a totale digiuno di uomo pipistrello potreste aver trovato la metà del prossimo vostro viaggio. Quale? Gotham City, la cittadina immaginaria che ha dato i natali a Bruce Wayne.

Un modo per visitare Gotham esiste, è quello di guardare la serie TV omonima, distribuita sul canale televisivo americano FOX – in onda su Premium Action per l’Italia – e ideata da Bruno Heller, anche produttore col patrocinio di DC Entertainment e Warner Bors. Le due case detentrici dei diritti per lo sfruttamento dei personaggi dell’universo di Batman sono quindi implicate nel processo creativo e, a differenza del disastro Superman, stanno facendo un buon lavoro.
Dopo i film di Nolan intervenire sul personaggio dell’uomo pipistrello senza ricevere una marea di critiche è impossibile, ovviamente la DC ha già annunciato che lo farà e nel peggiore dei modi, affidando il ruolo a Ben Affleck in Batman v Superman: Dawn of Justice, sacrificando di fatto il progetto Nolan sull’altare di quello di Snyder. La vita è fatta di scelte, ed è per questo motivo che L’Uomo d’acciaio, film di punta DC, incassa come Thor: The Dark World e fa la metà di The Avengers, ma tant’è.
E intanto la Marvel lavora benissimo pure sul piccolo schermo. Agents of S.H.I.E.L.D. c’è da dirlo, è una vera perla, non tanto per la sua qualità, quanto perché si fonde senza soluzione di continuità con l’intero progetto Avengers proiettato sul grande schermo. Oltre ad aver fatto da sfondo a Captain America: The Winter Soldier, Agents of S.H.I.E.L.D è l’unica fonte d’informazioni su Coulson(è vivo?), successore dello scomparso(?) Nick Fury, ed è utilizzata per l’introduzione di nuovi personaggi e per lo sviluppo di quelli già presentati. Così Lady Sif giunge dall’Asgard cinematografica sino alla Terra televisiva sempre col volto di Jaimie Alexander; al contrario la DC con una mano produce la serie Flash e con l’altra scrive un film sullo stesso super-eroe che la azzererà completamente.
Tuttavia è proprio nel confronto col cugino che Gotham ha uno dei suoi maggiori punti di forza. Infatti Bruno Heller ha avuto la grande idea di ambientare la serie nella stessa città in cui si svolgono le vicende del cavaliere oscuro, ma decine di anni prima.
Il vantaggio qual è? Se Agents of S.H.I.E.L.D., per esigenze di budget, non può contare sui più grandi eroi MARVEL, Gotham può sfruttare l’intera collezioni dei personaggi, buoni o cattivi, del mondo DC.
Bat-Man, Cat-Woman, Pinguino, l’Enigimista, Harvey Dent e molto altri sono tutti presenti, in formato ridotto, nella cittadina col più alto tasso criminale dell’intero globo terracqueo. Ed è proprio attraverso i personaggi che si snoda il mio itinerario attraverso le grigissime e maleodoranti vie di Gotham City.



Edward Nigma
La grandezza sta nei più piccoli particolari. Potreste pensare che io voglia prenderla da lontano iniziando con un semplice impiegato della polizia di Gotham nella sezione scientifica, ma non è così. Appassionato di indovinelli e dotato di un incompreso senso dell’humour, Edward sembrerebbe una semplice macchietta, ma proprio in queste sue caratteristiche si cela la soluzione al gioco di parole nascosto nel suo nome. E. Nigma, presto o tardi, diventerà l’Enigimista, e per Bruce Wayne saranno guai.


Harvey Bullock
Da un personaggio secondario ad uno dei protagonisti, anacronia temporale volendo. Totalmene riposizionato cronologicamente rispetto ai fumetti e parzialmente reinventato,Bullock è il partner anziano, e mentore, di James Gordon, e non un suo collega rivale. Dietro ad un tasso alcolemico sempre sopra la media c’è un uomo tutto d’un pezzo, piegato dagli anni e dal malaffare, ma ancora in grado di drizzare la schiena e spingere in fuori il petto, se sospinto dalla motivazione necessaria.
La sua efficacia sta nell’essere la figura paterna dell’intera serie: un papà rassegnato a scendere a compromessi per sopravvivere e far sopravvivere, successivamente convinto dalla sua stessa creatura a non arrendersi al mondo, sorpreso nel combattere con chi si era abituato a convivere da vinto.

Fish Mooney
Lei è l’unico personaggio esclusivo della serie, non esiste un suo classico corrispettivo cartaceo. Non importa, Fish è uno dei motori principali della trama, nonché figlioccia di Don Carmine Falcone, di cui ha intenzione di prendere il posto a capo della criminalità organizzata di Gotham.
Ha Bullock nelle sue mani, ha l’intero distretto di polizia al suo servizio. Ancora non le basta.
La donna più pericolosa di Gotham. Per ora.

Selina Kyle, o Cat-woman
Un’altra donna, o meglio una bambina, è uno degli esperimenti più riusciti della serie. Rendere credibile la Gatta prima ancora che la donna dietro di lei è impresa ardua, ma compiuta oltre ogni mia più rosea aspettativa. Una ragazza di strada estremamente agile, giovane ma già capace di ammaliare il piccolo Bruce, si trova estremamente a suo agio sia negli stretti bassifondi sia nell’immensa villa Wayne, sempre pronta ad arraffare tutto il possibile.
Crescerà d’età e anche in importanza per la serie, intanto è l’unica testimone dell’omicidio di Thomas e Marta Wayne, lì dove tutto ebbe inizio.

Bruce Wayne, o Bat-man
Prima scena, Thomas e Marta s’incamminano per i vicoli stretti di Gotham insieme al loro figlioletto quando incontrano il loro assassino. Il rapinatore, nonostante Thomas accetti ogni sua condizione, spara a lui e alla moglie, lasciando palesare ogni possibile sospetto riguardo alla non-premeditazione del suo gesto. Selina, che ha visto tutto, fugge e arrivano sulla scena del crimine Harvey Bullock e James Gordon. Loro, come lo spettatore, non hanno mai conosciuto Bruce Wayne, ma solo Bat-man.
Il piccolo Bruce non è affatto un ragazzo come tutti gli altri, è già un super-eroe. La scelta è vincente. Chi guarda lo show non ha a che fare con un bambino inconsapevole, può già riconoscere i tratti del cavaliere oscuro. Determinatezza, ossessione, volontà ferrea sono lì, pronte ad essere plasmate dal più fedele servitore che la storia dei fumetti abbia mai conosciuto.

Alfred Pennyworth
Un nome, una sicurezza. Alfred sa meglio di chiunque altro cosa significa essere un Wayne, pur non essendolo, e sin dalla sua prima comparsa cerca di inculcarlo al piccolo Bruce, non permettendogli alcuna esitazione, neppure il giorno della morte dei suoi genitori.
Il signor Pennyworth non un comune maggiordomo, non lo è mai stato, è un compagno duro e fedele. Il suo passato è avvolto dalla stessa nebbia che caratterizza Gotham pur non lasciando alcun adito a dubbi sulla sulla lealtà. Alfred è Alfred, uguale a se stesso e a tutte le sue altre riproduzioni di finzione. Perché Alfred è una certezza, ed è l’unica certezza su cui Bat-man può contare.

James Gordon
Il centro degli eventi. La telecamera segue i movimenti dell’investigatore più famoso di Gotham quando ancora cercava di farsi conoscere sventolando in aria la bandiera dell’onestà, unico a possederla nell’intera città. Jim è un vero protagonista buono, tutto d’un pezzo e indisponibile a compromettersi, una boccata d’aria rispetto a tanti personaggi di serie tv pronti a svendere la loro moralità di fronte a soldi e, nel più frequnte dei casi, sesso.
L’ideale non è di questo mondo, neanche la perfezione. Gli umani devono arrangiarsi col migliore e il più adatto, ma questa non è un scusa per arrendersi alle vie di mezzo, Gordon lo sa, lo insegnerà a Bruce Wayne contribuendo inconsapevole a far nascere Bat-man, e perciò aspira a quell’unica combinazione in grado di mantenergli la coscienza a posto. Ci riuscirà? Su di lui pesa un grande ombra.

Oswald Cobblepot, o Pinguino
Se James Gordon è il protagonista della scena, Oswald Cobblepot lo è di fatto. A differenza degli altri antagonisti classici di Bat-man presenti nella serie, che non hanno l’età o non hanno ancora percorso il loro cammino verso il lato oscuro, lui è pronto per prendersi la ribalta. Ancora mancano le fattezze del Pinguino interpretato da Danny Devito, anzi è magro e longilineo, ma già cammina inciampando su se stesso come un pinguino. E soprattutto ha sguazzato nelle acque torbide del porto di Gotham e ne è riemerso, sporco e cattivo.
Da manuale il parallelo instaurato con Jim Gordon. Entrambi sono legati visceralmente a Gotham e ne vogliono una migliore, opposte sono le strade che hanno deciso di intraprendere per effettuare la loro rivoluzione.
Il giovane Oswald è la stella polare della serie sino a questo momento: se succede qualcosa lui c’è, se non c’è arriva e fa da innesco ad una serie esplosiva di fatti, e se proprio non compare è per il solo motivo che dietro a tutto c’è ancora una volta la sua losca e gobba figura.

Per me è tutto. Ora tocca voi. Accendete la tv e spegnete il cervello, solo per una quarantina di minuti alla volta però.

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